Decoro Urbano
Posted on | April 24, 2009 | No Comments
Come ben sapete, la nuova legge regionale della Lombardia, detta legge “antikekab”, proibisce ai laboratori artigianali di allestire arredi esterni per la consumazione dei propri prodotti.
Questo per evitare che si creino imbarazzanti assembramenti di drogati, di mau mau e di maruga davanti a quegli esoticissimi baracchini che vendono robe da cannibali tipo Kebab, felafel e altri zozzi cibi da miscredenti.
No, scherzo, lo hanno fatto sicuramente per adeguarsi alla legge Bersani, che loro ci tengono, cosa credete?
Lo hanno fatto per aumentare il decoro urbano e rendere le città più a misura d’uomo.
Nel mio quartiere c’è questa piazzetta. E’ una piazzetta molto carina.
Ci sono un’edicola, un pub, un paio di ristoranti e di bar, un panificio, una gelateria e, all’angolo, un kebbabbaro.
Il kebabbaro ha trespoli e banconi all’interno del negozio, è pulitissimo, il cibo è ottimo ed il locale sempre pieno.
Il gelataio fa dei gelati da urlo. la facciata del negozio da sul marciapiede della piazzetta. Aveva sistemato due panchine di plastica bianca e un cestino per i rifiuti molto buffo. Su quelle panchine prendevano il sole i nonnetti coi nipotini che si rimpinzavano di fiordilatte e fragole, e le famigliole sostavano fino all’ora di chiusura, gelato in mano , chiacchiera pronta e pargoli al pascolo.
Da ieri non c’è più nessuno. Se ci si vuole sedere in questa piazzetta, o si entra al dehor del pub confondendosi col popolo degli aperitivi, o si entra dal kebabbaro.
E quel piccolo angolo di autentica vita da quartiere, per questa legge del cazzo, è definitivamente tramontato.
OBEY - WATCH MORE TV - DON’T EAT KEBAP
Posted on | April 22, 2009 | 2 Comments

Il partito della libertà di limitare l’altrui libertà.
Phonorebus
Posted on | April 16, 2009 | No Comments

Sono dolori.
[Cibi e mode, cibi modaioli] Un post impopolare
Posted on | November 18, 2008 | 9 Comments
So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza tante remore.
Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo.
Sono stufo di biascicare polpette grame, brandelli di pesce mosci adagiati su dei grumi di riso scotto e appiciccoso. La salsa di soia non mi dice nulla, il Wasabi mi lascia indifferente, la temperatura mi sa di camera mortuaria.
Chiaramente sto generalizzando, ma non esagero quando dico che son pochissimi i ristoranti dove ’ste polpette assumono una qualche parvenza di cibo degno di tal nome. E rivendico il diritto di tornare a cibarmi di cibi saporiti, pesce che sa di pesce, riso che sa di riso. Pietanze cucinate e fumanti, non cosi crudi e freddi, pacioccati da mani della cui igiene non so nulla né nulla voglio sapere.
Le triglie le voglio al cartoccio, le orate all’acqua pazza, il riso lo voglio mantecato coi funghi porcini o “pescato” alla mantovana.
Per concludere, mi sono accorto che il “sushi” è un cibo da compagnia e che raramente i susharoli assumono questa pietanza da soli. Probabilmente perché l’allure esotica e modaiola, storicamente, sa di tappo.
Bullshit o Matic
Posted on | November 7, 2008 | 2 Comments
Roccherroll: 20 anni fa (solo una terapia)
Posted on | August 25, 2008 | 2 Comments
Correva l’anno del signore 1988.
Il pentapartito imperversava, Gardini razzolava azioni in borsa, si ponevano in essere i prodromi che avrebbero portato alla legge Mammì, Occhetto diventava il segretario del PCI mentre Craxi spendeva molte energie nel tentativo di sputtanare Giovanni Falcone e isolare la CGIL dai tavoli delle trattative.
Un bel quadro storico non c’è che dire. Intanto in Rai la musica non smetteva mai e navigando tra le larghe maglie della censura in un momento storico così distratto, alcuni capo struttura mostravano un gusto ed un’apertura culturale che allo stato attuale -semplicemente- ci sogniamo.
Di seguito, una “certa” puntata di DOC del 21 marzo 1988 che vedeva l’esordio dei CCCP (in pompa magna e formazione completa) sugli schermi di mamma Rai.
La puntata è divisa in quattro parti (la mia preferita è la quarta).
Inutile dire che si tratta di un documento eccezionale, al di la della genuina e splendida naivete di tutta la messinscena.
Prima parte. Brani: Live in Pankow,CCCP
Seconda parte. Brani: Rozzemilia, Oh! Battagliero, Tu menti
Terza parte. Brani: Punk Islam
Quarta parte. Brani: Il testamento del capitano, Curami
Un saluto speciale a Carlo Chiapparini, mitica “chitarra grafica” degli esordi (spero tu stia bene, tra scalpelli e marmi morbidi
)
Bak.
Roccherroll: i primi passi di un tarantolato
Posted on | August 22, 2008 | 8 Comments
Signori, una chicca.
Questo video del 1983 è un viaggio nel tempo siceramente imbarazzante.
Imbarazzante lo studio televisivo, imbarazzante ed imbarazzata questa Maria Teresa Ruta d’Antan, imbarazzante Piero Pelù con le sue movenze da tarantolato, imbarazzanti Renzulli & litfibi vari seduti su delle sedie di plastica a far finta di suonare.
LITFIBA, Luna, 1983 video RAI inedito - versione integrale
Certo, erano tempi pieni di furia futurista, il punk era passato da pochi anni, portando una ventata iconoclasta che aveva rivoluzionato costumi e modi di far musica. Ed arte.
Ma che vi devo dire, a me i litfibi non hanno mai convinto fino in fondo.
All’epoca ero del partito dei CCCP e dei Diaframmi vari.
(A tal proposito ho pronti in canna dei video dei CCCP alla tele anch’essi abbastanza imbarazzanti. Stai tuned. State tonni).
Baku
Work in progress
Posted on | August 20, 2008 | 13 Comments
Avete portato pazienza (sì, sempre quella che avete portato dal 2006 ad oggi, dai).
Come un’araba fenice, questo blog rinasce dalle sue ceneri per aggiungere pregnanza e contenuto in ogni dove.
Giusto un paio di considerazioni per chiudere questo post in gloria.
1) Che non mi si dica che questa è una testata giornalistica, vista la frenetica periodicità dei suoi aggiornamenti
2) Ieri sera sono andato dalla parrucchiera ed ho finalmente letto qualche cosa, non limitandomi alle figure come mio solito. A tal proposito mi domando: ma non era più romantico quando si chiamava “culo” invece che “lato b”?
3) Visto che la moratoria sulla pena di morte è stata già proposta, proporrei una moratoria sugli assegni postdatati
A presto,
Baku
Oblivion: un gioco un po’ ittico
Posted on | April 2, 2006 | 3 Comments
E dopo Wow, un altro videogioco invade il mondo.
In diretta dal mercato del pesce, vi presento in anteprima lo scatolo del gioco in questione.
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Alla ricerca del controller perfetto
Posted on | February 1, 2006 | 4 Comments
Sempre per la serie: i bei vecchi tempi.
Nel 1992, prima ancora che mi arrivasse la prima copia (in assoluto a Sassari) di Command and Conquer, da tempo schiavo di Dune II, ero un infervorato studente del new deal dei corsi di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Sassari.
Oltre al corso di storia dell’arte più canonico, guidato da Ada Lombardi, la fervida mente di Fernanda Moneta ci guidò verso percorsi fino ad allora solo immaginati in quella piccola realtà di provincia.
Fernanda Moneta fece il diavolo a quattro per farci testare queste nuove ed esotiche apparecchiature, durante il tanto famoso *primo corso al Mondo di “Realtà Virtuale e Nuove Tecnologie applicate all’Arte”*”.

Che meraviglia, eh? Dovevate vedere il risultato a schermo (Amiga 3000 che tossiva, eccome se tossiva, e quel guanto, che guanto! Che era tattile come una pala per fare le pizze, mio dio che spleen).
Orbene, I tempi son passati, ma siamo rimasti gli stessi nerd speranzosi di un tempo e nel mio piccolo, non vedo l’ora che arrivi questo:
Potrebbe essere la bufala del nuovo millennio, ma da buon videogame geek, ripongo parecchie speranze et sogni in quel che promette. E poi lo confesso che sono un pochetto (ma solo un pochetto, eh) un fanboy Nintendo.
Mica mi potete contestare le malattie, questo dovrebbe essere pacifico.
Detto in soldoni, in questo momento in cui il marketing pompa gli HDTV e compagnia bella allo spasmo, la mia risposta è “m’importa ‘na sega” dell’alta definizione, sono più recettivo nei confronti di qualsiasi accrocchio che mi promette qualsiasi utopica, o pratica, rivoluzione nel gameplay in termini di sviluppo e di hardware.
Prima voglio questo, poi cederò al dissanguamento su monitor costosissimi e che al momento potrebbero soddisfare l’un per cento delle mie esigenze videoludiche e filmiche.
In ogni caso, per quanto riguarda il nuovo controller Nintendo, lascio ai posteri l’ardua sentenza (per modo di dire, l’anno prossimo sarà mio). Nel frattempo, mi gingillo coi soliti pad (che l’Eye Toy e le Conga son li, che prendono la muffa).
Ossequi,
Barkonio

